CHE COSA HAI DIMENTICATO DI RICEVERE?

Che cosa hai lasciato indietro nella tua vita?

Hai dimenticato il tuo compagno/a?

Hai dimenticato quell’aumento che volevi al lavoro?

Hai dimenticato la tua famiglia?

Hai dimenticato le tue passioni?

Hai dimenticato la salute?

Qualunque cosa sia l’hai lasciata indietro perché ti sei dimenticata di concentrarti su di essa.

Ci sono cose che diamo per scontate, per questo ti dimentichi di dare loro attenzione. 

Se ti focalizzi solo sul lavoro è probabile che lascerai indietro la tua salute o le tue relazioni familiari.

Se ti focalizzi principalmente sulla famiglia molto probabilmente tralascerai il lavoro, le occasioni di guadagno e il tempo libero. 

Famiglia o lavoro? 

L’una sembra escludere l’altro e viceversa.

Quante volte ci troviamo davanti a questo bivio? 

Quanti compromessi siamo abituate ad accettare in virtù di quella scelta? 

Eppure a ben vedere è una via a doppio senso

DARE <===> RICEVERE

E allora come mai dove non stai dando non chiedi?

Perché non chiedi aiuto se comprendi di non farcela?

Lo so che non vuoi disturbare per non pesare sugli altri ma se un tuo caro amico avesse bisogno di te ma non te lo dice per paura di disturbarti, tu non lo sai e non puoi fare nulla per lui, come ti sentiresti? 

Probabilmente ne saresti dispiaciuta e gli chiederesti: “perché non mi hai chiesto aiuto?”

Lo stesso vale per te 

SE HAI BISOGNO DI QUALCOSA DEVI CHIEDERLA.

Altrimenti le persone non possono saperlo.

Se non sciogli il blocco del ricevere non saprai mai se sarai davvero un peso per gli altri e per quanto desidererai ti sentirai sempre in attesa e questo potrebbe far crescere sentimenti come la rabbia e il risentimento.

Iniziare a chiedere ti consentirà di dare il via ad uno scambio di energie tra DARE e RICEVERE perché se non ricevi nulla non hai nulla da dare. 

Quindi se senti che la tua vita è arrivata a un punto morto, rimettere in moto questo scambio di energie è il primo passo da compiere per sbloccarti!

(Ovviamente il discorso è uguale anche per chi riceve riceve riceve … ma se hai letto fin qui e assomigli un po’ alle mie allieve e quindi anche un po’ a me, dubito sia il tuo caso 😉)

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LE EMOZIONI SONO REALI?

Ti capita mai di pensare che se senti una particolare emozione allora quella situazione che stai vivendo è reale?

Certo, per il corpo è senz’altro così perché è autentico.

Tutte le sensazioni percepite dal corpo ci sono realmente, MA c’è dell’altro.

Il corpo è un perfetto rilevatore di come NOI osserviamo la realtà.

L’osservazione della realtà è personale, ciascuno di noi da significati diversi a ciò che vive, in base alle esperienze vissute, all’educazione, alle convinzioni…

Infatti quante volte ti sarà capitato di vivere o assistere a situazioni particolari davanti alle quali ti sei accorto che le persone hanno reagito in maniera diversa a parità di evento capitato.

Ecco che in questo caso utilizziamo le emozioni esattamente come i giudizi dando un significato e quindi creandomi una rappresentazione della situazione che sto vivendo e che potrebbe non corrispondere alla realtà.

Ad esempio, immagina di vedere uno scorpione sul pavimento di casa, non so te ma io mi spaventerei tantissimo e sicuramente inizierei ad agitarmi preoccupandomi di capire cosa fare (essendo biologa non penserei mai ad ucciderlo).

Poi scopri che qualcuno ti ha fatto uno scherzo e vedi che quello scorpione è finto.

Il tuo stato emotivo cambia e cambia perché è cambiato il significato che hai dato allo scorpione (da vero a giocattolo)

Ecco che dunque la sensazione è assolutamente vera ma risponde alla rappresentazione personale e non alla realtà.

Ricorda dunque che quando ti senti sopraffatto dalle emozioni dietro c’è sempre una tua rappresentazione.

Come capire quanto la nostra interpretazione sia affidabile?

Utilizza il confronto e fai domande.

“Perché mi dici questa frase?” “Come mai mi guardi in questo modo?” “Forse ho frainteso?”

Domande che siano di curiosità, per capire e conoscere meglio la situazione in cui ti trovi (prima di partire all’attacco in una discussione, ad esempio)

Se la prossima volta terrai presente che dietro alle tue emozioni ci sono le tue personali interpretazioni, scoprirai un mondo mai considerato e che ti aiuterà a migliorare non solo la tua comunicazione ma anche le tue relazioni.

SETTEMBRE COME … SERENITA’

Arriva settembre e in casa fervono i preparativi perché nella mia famiglia è il mese con più alta densità di compleanni.

Riprende la scuola ed occorre ristabilire i ritmi, mettere in ordine il materiale, avere tutto l’occorrente per azzerare l’ansia in agguato e per ripartire carichi e sereni.

Sai quanto incide l’umore di noi adulti sui figli?

Tantissimo.

Quindi farci trovare al meglio e con un bel carico di entusiasmo è il regalo più grande che possiamo fare ai nostri ragazzi.

“Erika ti sembra facile? Il lavoro, la casa, la scuola, l’organizzazione quotidiana, gli imprevisti e tu parli di entusiasmo? Voglio ritornare in vacanza altro che ripresa!!”

Probabilmente questo sarà il tuo primo pensiero.

E allora, invece che continuare a far albergare nella tua testa quella voce che ti rallenta, ti lascia quell’amaro in bocca, che ti dice quanto stavi bene in vacanza e quanto vorresti ritornare indietro che quel tempo è proprio volato… perché non ti concentri su una domanda?

Le domande, se sono quelle giuste

  • ti attivano
  • scansano il malumore
  • ti orientano all’azione pratica

Quindi elimina le domande a cui non puoi dare risposta come ad esempio :

 “Perché proprio a me? Perché sono fatta così?” o le domande sui tuoi stati d’animo “Perché mi sento triste?”

Queste domande non ti porteranno da nessuna parte e ti lasceranno sospesa bloccata e alimenteranno le passioni tristi (rabbia, paura, tristezza).

Allora che cosa puoi chiederti?

Ad esempio CHE COSA POSSO FARE ADESSO?

CHE COSA E’ IMPORTANTE CHE IO FACCIA ADESSO?

Stabilire le priorità è fondamentale perché troppo spesso siamo prese da tante cose e pretendiamo di fare tutto insieme.

Guardiamo a tutto ciò che dobbiamo fare invece di concentrarci solo sulla prima cosa che è importante fare.

Prova a fare un piccolo esperimento.

Pensa alla tua giornata e alle cose che ti attendono (l’organizzazione familiare, le attività lavorative, i colloqui, le commissioni e quando ritorni a casa scommetto che non ti fermerai ma avrai altre cose da fare e preparare che sono lì ad attenderti!)

Come ti senti soltanto a pensare a tutto questo? Ti senti per caso leggera, serena e piena di energia? oppure senti come un peso, ti manca il respiro o ti senti stanca ancora prima di iniziare?

Adesso pensa solo alla prima cosa importante che devi fare, l’importanza la scegli te.

Concentra la tua attenzione solo su quell’attività, una volta conclusa quell’attività poi potrai pensare alla prossima MA non prima di averla conclusa.

Un passo alla volta.

Trovi che sia meglio o peggio? Ti senti appesantita o alleggerita? Ti sembra di non farcela o la senti più alla tua portata? Ascolta il tuo corpo.

Certo, per riuscire a concentrare mente e corpo solo su un impegno alla volta è utile essere organizzate altrimenti una volta terminata l’attività non sai che cosa ti aspetterà dopo e questo distoglierà la tua attenzione e soprattutto non ti permetterà di concentrarti serenamente su ogni “pezzo” della tua giornata.

Ma ti assicuro che vivere le giornate in questo modo fa tutta la differenza del mondo.

Ti permetterà di essere serena con te stessa e con i tuoi figli.

Insegnare a loro a procedere un passo alla volta, aiutarli nell’organizzazione giornaliera (inizialmente dovrai scandire tu il ritmo perché per loro non sarà immediato) eviterà loro inutili frustrazioni, senso di inadeguatezza e sconforto proprio nel momento scolastico in cui dovrebbero essere più entusiasti e carichi di motivazione.

Definire le tue priorità è fondamentale perché ti insegna a delegare, rinviare, cancellare impegni, situazioni e, a volte, anche persone dalla tua giornata.

Stabilire ciò che è davvero importante per te a volte ti mette davanti alla paura di essere criticata (se non vedo questa persona poi cosa dirà di me, se non faccio quella telefonata poi penserà male di me, se non vado a quell’incontro che immagine darò?) che non ha nulla a che fare con l’importanza.

Infatti se ci pensi bene spesso impegni il tuo tempo in “cose” che non sono davvero importanti ma solo per una questione di immagine o educazione.

Ecco che ripulire la tua giornata ti aiuta a focalizzare meglio le tue energie e ad eliminare tanta confusione per acquisire maggior lucidità.

Ci sono periodi dell’anno in cui decido di tagliare eventi, incontri, distrazioni per tenere solo il lavoro e la famiglia.

Settembre è proprio uno di questi perché il lavoro riparte dopo la pausa estiva ed è necessaria la mia presenza con i clienti, i figli crescono, hanno nuove esigenze e quest’anno due passaggi di “livello” scolastico (medie e superiori) e così chiudo i battenti per tutto ciò che resta fuori.

Anni fa facevo l’equilibrista per accontentare tutti e dare un’immagine di me inattaccabile, sacrificavo la mia salute mentale e fisica, ero sempre in affanno e spesso sentivo la voglia di urlare da quanto mi sentivo in gabbia.

Poi ho conosciuto la “tecnica del taglio”, non è stato facile, inizialmente era come tagliarmi un braccio 🙂 ma poi col tempo ho sentito quanto fosse necessario e liberatorio.

Ho scoperto che tanti “chissà cosa penserà di me” non esistevano ed erano solo nella mia mente e le critiche che arrivano .. poche, non sono rilevanti rispetto al valore di ciò che per me è importante portare avanti.

Ogni cosa ha un peso che dai tu.

Quando organizzo le mie giornate mi piace immaginare un maggiordomo che mi aiuta a stabilire le priorità.

Pesa e poi con i suoi guanti bianchi mi indica la bilancia e mi chiede : tolgo o lascio?

VIVI UNA VITA POVERA D’AMORE?

ECCO CHE COSA E’ FONDAMENTALE SAPERE!

L’amore ti manca come l’ossigeno.

Lo cerchi ovunque.

Cerchi le carezze, cerchi i baci, cerchi i “ti ho pensata”, cerchi le telefonate, la presenza, la vicinanza, cerchi gli occhi degli altri in cui specchiarti.

Hai imparato che per ottenere tutto questo devi meritartelo, devi essere

  • brava
  • disponibile
  • paziente e …
  • aspettare

Ma ciò che ti arriva sono briciole.

Hai fame ma arrivano solo briciole e non sono mai abbastanza perché la fame cresce ogni giorno di più.

Sono trenta, quaranta, cinquant’anni che hai fame e aspetti.

Aspetti che sia il tuo turno, aspetti che sia la persona giusta, aspetti di stare finalmente bene.

Gli anni passano e tu ti consumi di dolore.

Quello che vorrei dirti amica mia, tutte le volte che mi racconti la tua sofferenza mista alla rabbia dell’ingiustizia e alla paura di rimanere sola, è che mentre mi parli io vedo quella bambina che piange affamata e vedo anche la donna che cerca disperatamente di darle da mangiare.

Quello di cui non ti stai accorgendo è che la donna di adesso non può cancellare il dolore che ha sofferto quella bambina trenta, quaranta anni fa.

Sarebbe come dire “ho sofferto la fame quando avevo quattro anni e adesso a trent’anni mangio in abbondanza per eliminare il dolore che ho sentito da piccola!”

Comprendi quanto questo sia impossibile?

Sei una donna che da piccola ha sofferto perché “i grandi” , per innumerevoli  motivi, non sono stati capaci o non sono stati in grado o non hanno voluto amarti come avrebbero dovuto.

Questo è un dato di fatto!

Quel dolore è dentro di te e andare a cercare le colpe, farti giustizia, rimproverare i tuoi genitori, non accettare come sono andate le cose, così come cercare di dare da mangiare a quella bambina elemosinando amore da altri non farà che amplificare e alimentare quella sofferenza.

Adesso sei una donna adulta, e quello che vedo è una splendida donna che ha sviluppato, grazie a quella sofferenza, una sensibilità straordinaria… verso gli altri.

Una donna che ha allenato, grazie a quella sofferenza, una pazienza infinita… per gli altri.

Una donna che, grazie a quella sofferenza, ha allenato una grande attenzione… per gli altri.

Una donna che, grazie a quella sofferenza, ha sviluppato l’empatia… verso gli altri.

Amica mia, adesso sei finalmente una donna.

Non scordarti anche tu di quella piccola bambina.

Adesso il genitore sei tu!

Puoi finalmente prenderla in braccio e prendertene cura.

Se vuoi possiamo farlo insieme.

Imparerai come praticare amore, come attirare le persone giuste perché l’amore non è cieco ma sono tutti i bisogni che ti porti dietro che lo rendono cieco.

Infatti se, ad esempio,  hai bisogno di sicurezza ti sentirai attratta da persone sicure che però potrebbero essere alla ricerca di qualcuno su cui esercitare la propria abilità e così ti ritroverai a vivere relazioni ricche di giochi di potere che ti consumeranno.

Tu hai già tutto ciò che ti occorre, passo dopo passo potrai imparare insieme a me come prenderti cura della persona più importante della tua vita: TE e come essere una donna piena di amore.

MAI AVREI IMMAGINATO IL SUO COMPORTAMENTO!

Può capitare che nella vita incontri persone a cui dai fiducia, con cui crei anche relazioni profonde personali o professionali e poi ad un tratto ti feriscono o spariscono nel silenzio, ti voltano le spalle, scappano.

E questo ti tocca le corde della tua capacità di giudicare e valutare (“ok di questo mi posso fidare, via libera! Oppure no di questo non mi fido, non mi piace, gli sto alla larga”).

Quindi non solo ne esci delusa, arrabbiata, triste, ma anche più FRAGILE, ti senti totalmente indifesa perché se le tue abilità di discernere han fatto cilecca cosa ti rimane?

E così non ti fidi più di TE perché non sei stata capace di prevedere e non ti fidi più degli ALTRI perché ti hanno fregata!

E inizia il ping pong tra le parti insoddisfatte e arrabbiate che ti vorrebbero realizzata, amata e serena e le altre parti che hanno paura e si sentono fragili e abbandonate e tu resti BLOCCATA.

Ciò che ti sta capitando è importante perché ti dà l’occasione di stare nella sensazione di non ottenere ciò che tu vuoi.

“Ma io ci sto! E pure da anni! Adesso non ne posso più!” (tu potresti pensare)

NO tu non ci stai. Tu vuoi scappare, ti arrabbi, spesso giudichi e ti continui a dire che non è possibile, non l’accetti oppure ti dici che lo devi dimenticare e questo non vuol dire STARE nella sensazione ma vuol dire COMBATTERE e finché combatti soffri e più soffri anche in termini di tempo e più questo indica che devi ancora superare la fase dell’egocentrismo infantile in cui pensi che il mondo si debba piegare a ciò che desideri TU.

NON STO MICA CHIEDENDO LA LUNA!! Potresti dire..

Il fatto è che

  • VIVI CHIEDENDO a te stessa, agli altri, a Dio, al mondo, all’Universo

e non

  • CHIEDI VIVENDO te stessa, gli altri, Dio, il mondo, l’Universo intorno a te.

Puoi cercare di capire come mai sei così sensibile al rifiuto, che cosa aggancia in te?

Puoi stare dentro a questa sensazione e sviluppare la capacità di vedere il rifiuto come una cosa naturale della vita perché le persone sono libere di avvicinarsi o allontanarsi da te, i sentimenti possono non corrispondere.

ANCHE ALL’IMPROVVISO?

Si anche come un fulmine a ciel sereno. Perché tu non sei nella sua mente non conosci i suoi pensieri, non hai la sua storia.

Così potrai diventare forte e sarai in grado di reggere maggiormente alla frustrazione di non ottenere ciò che la tua mente desidera.

Ogni persona o accadimento della vita ha un dono da regalarti e non sempre è ciò che vorresti.

A volte il dono è proprio quello di farti vedere che stai vivendo in funzione di un tuo desiderio (di amore, famiglia, casa, lavoro, soldi..) che non è la realtà!

E’ un’occasione e non una fregatura perché ti sta indicando che il nodo centrale del tuo blocco ha radici profonde in una ferita che riguarda la FIDUCIA.

FIDUCIA IN TE STESSA E NELLA VITA.

Finché non ti prenderai cura di coltivare in te una sana fiducia, le cose non avverranno.

E hai bisogno di cura e tempo perché devi recuperare una relazione che hai trascurato da tempo.

Se pensi che sia arrivato il momento di fare una svolta di questo tipo ma non vuoi farla da sola, la possiamo fare insieme.

Puoi candidarti alla Chiamata di Svolta Gratuita di 30 minuti, mi prendo del tempo con te perché so che il mio percorso non è per tutti, è impegnativo, dà moltissimi risultati però è solo per un certo tipo di persone.

In questo modo potremo conoscerci, definire la tua situazione attuale, vedere se possiamo lavorare bene insieme e soprattutto capire se posso esserti d’aiuto per raggiungere ciò che davvero desideri.

CANDIDATI ALLA CHIAMATA DI SVOLTA GRATUITA

PERCHE’ I GIUDIZI TI IMPEDISCONO DI VEDERE?

Grasso! Brutto! Stupido! Ingenuo! Scemo! Nessuno ti ama! Come stai invecchiando!

La tua mente dice mai cose simili?

Scommetto proprio di si!

Hai mai fatto caso a quanto siamo attaccati ai nostri pensieri?

Hai mai fatto caso a quante storie ti racconti?

A quante etichette attacchi addosso a te e alle persone che stanno intorno a te?

Hai mai pensato che questo ti allontana dalla realtà e ti impedisce di vedere che di fronte a te c’è una persona nella sua interezza? ( E mi riferisco anche a te stesso/a).

“E’ un incompetente, un egoista, un insensibile, odiosa, stupida, superficiale, disordinata, troppo difficile, apatica…”

Hai mai riflettuto che tutto ciò che vedi sono i pensieri che la tua mente ha prodotto per etichettare quella persona?

E’ come se avesse attaccato tanti post-it…

E questo è il lavoro che fa continuamente anche su noi stessi.

Ti propongo un esercizio:

Immagina che le tue mani siano i tuoi pensieri.

Adesso metti le tue mani con i palmi rivolti verso l’alto come se fossero le pagine di un libro.

Nota che tenendole davanti a te, sulle ginocchia, puoi vedere tutto ciò che ti sta intorno.

Ora solleva le mani e portale davanti al tuo viso.

Che cosa vedi? E’ cambiata la tua visuale?

Che cosa noti?

Probabilmente ciò che prima vedevi davanti a te adesso non lo vedrai più, oppure ne vedrai qualche spiraglio tra le fessure delle tue dita.

Questo è quello che accade quando siamo attaccati ai nostri pensieri e giudizi: siamo talmente presi e fusi con loro che perdiamo la visione d’insieme.

Ora supponi che le tue mani siano i giudizi negativi che hai su una persona, parente, amico o compagno/a e fai finta che quella persona sia lì davanti.

Più le mani saranno vicine al tuo volto e meno riuscirai a distinguere la persona davanti a te.

Quante volte vediamo le persone che ci stanno accanto attraverso un filtro fatto di critiche? E alla fine siamo insoddisfatti e scontenti.

Ora probabilmente penserai : “ Ma tutti i miei giudizi sono veri!”

Vedi, la questione non è se i giudizi sono veri o falsi, bensì la questione è se questi giudizi sono funzionali, che impatto hanno sulla tua relazione con quella persona?

Se scegli di stare in questa relazione questi pensieri ti aiutano a stare bene?

Prova a pensare ad esempio di chiedere un aiuto al tuo compagno o compagna nel lavoro o nell’organizzazione familiare o nei lavori domestici e la tua mente ti inizia a raccontare che lei/lui è uno scansafatiche, è imbranato, incapace, pigra/o, che non è mai stato in grado di essere un sostegno per te…

Che cosa accade se sei agganciato a questa storia?

Come comunicherai con lui/lei, sarai calmo, sereno, privo di risentimenti, rabbia e fastidio ?

Oppure rinuncerai addirittura a chiedere aiuto svolgendo il lavoro in maniera seccata e con risentimento?

Il punto è che quella storia non vi aiuta, non aiuta te e non aiuta l’altro. Vi intrappola.

La storia che ti stai raccontando non ti permette di vedere che l’altro è diverso da te e ha diverse abitudini ed atteggiamenti.

Potresti ricordarti che in realtà è tuo amico/a e non il tuo avversario.

Potresti perseguire il tuo obiettivo togliendo rabbia e risentimento.

Certamente non avrai garanzie che ti aiuterà ma è probabile che sia maggiormente ben disposto.

Certo, se farai scattare le critiche e la rabbia potrebbe indurlo/a ad attivarsi per darti un aiuto ma con che spirito?

Sarebbe funzionale ed utile alla lunga nella relazione?

VIVERE NEL QUI ED ORA.

Vivi il momento! Quante volte l’avrai sentito?

Ti confesso che molte volte il mio pensiero è stato: si ok vivo il momento ma poi riprendo a correre, le cose da fare sono sempre tante e la sera arrivo scarica comunque.

Ricordo che anni fa vivere il momento per me voleva dire fermarmi, sempre per poco tempo, magari per riposarmi, guardare un tramonto, un bel panorama, meglio se nella natura.

I pensieri viaggiavano e puntualmente mi strappavano via, ero lì a prendermi uno spazio tutto per me e puntualmente ero presente fisicamente e assente mentalmente.

Ero là davanti ad un prato di papaveri e la mia mente era al mio lavoro, su quella preoccupazione a pensare se avessi risolto quella situazione oppure no. Sentivo quasi di non meritarmi quel momento, forse l’avrei apprezzato di più quando quella situazione si fosse risolta.

Vivi il momento ma poi non cambia nulla … anzi.

Puoi dire però di aver fatto un bel weekend rilassante in campagna, in montagna o al gran resort e quindi al rientro DEVI ripartire alla grande perché ti sei riposata e non capisci proprio da dove arriva tutta questa stanchezza cronica!

Di fatto a volte capita che ti rendi conto che non riesci proprio a stare ferma, a non fare nulla e allora che cosa ci sarà poi in questo “momento”, probabilmente sarà per chi non ha nulla da fare.

Di fatto viviamo in una società fondata sul mito del sacrificio da cui deriva il concetto che la sofferenza ha un grande valore e quindi sei un grande lavoratore se lavori tante ore, sei apprezzato se sei il primo ad entrare in ufficio e l’ultimo ad uscire.

Anche alcune relazioni di coppia diventano veri e propri sacrifici di vita.

Ma che cosa vuol dire davvero vivere il momento?

Nulla di ciò che pensavo anni fa.

Vivere il momento vuol dire stare nel qui ed ora, vuol dire rompere le catene dal prima e dal dopo.

E’ un’attività che richiede impegno non è spontanea.

Non basta fermarsi e guardarsi intorno, questa parte del significato reale mi era sfuggita.

Forse era sottintesa, forse non avevo ascoltato attentamente o forse semplicemente non ero pronta all’epoca a “vivere il momento”.

Ciò che so con certezza è che mi mancava la consapevolezza.

Mi mancava essere consapevole del passaggio di tutti quei pensieri che mi strappavano via, credevo di non poter fare nulla e che era semplicemente così il mio “momento”.

Iniziai così a giocare e ad adattare le varie tecniche ai miei tempi, spesso le meditazioni erano troppo lunghe e finivo per addormentarmi.

Dovevo cercare la musica adatta, la voce guida, le luci e gli incensi … era più il tempo che passavo a preparare l’ambiente che alla pratiche in se.

Sentivo che se non avessi fatto qualcosa presto avrei abbandonato.

Stare nel momento ti consente di gustare ciò che fai, ciò che sei ADESSO, non è solo una questione mentale ma coinvolge anche le emozioni e le azioni.

E allora perché non partire proprio dalle azioni: mentre preparo il caffè posso pensare alla giornata che mi attende oppure DECIDO di osservare e portare il mio pensiero sui miei movimenti, sul profumo del caffè, sul colore e la grana del caffè, porto il pensiero sul rumore del caffè che borbotta uscendo dalla caffettiera.

Anche mentre faccio una doccia veloce posso continuare a seguire i miei pensieri che mi portano a quella sgradevole discussione o a quella preoccupazione oppure DECIDO di portare il mio pensiero al rumore dell’acqua calda sulla mia testa, alla sensazione che sento sotto l’acqua, al profumo del sapone …

Questo è stato il mio primo piccolissimo passo grazie al quale però ho potuto fare esperienza.

E’ l’esperienza che fa la differenza, è l’esperienza che ti fa dire : ok mi serve, sto meglio oppure no non mi serve, non mi fa stare meglio  e agisci di conseguenza. Lo tieni o lo elimini.

Se sei presente non puoi avere pensieri che ti proiettano nel passato o nel futuro.

In realtà da piccoli eravamo esperti nello stare nel qui ed ora, basti pensare ai bambini quando disegnano, giocano, guardano ammirati qualcosa…

Il bambino è totalmente in ciò che fa, ama spesso ripetere le stesse attività fino a che i genitori non lo interrompono infastiditi, e così impara che il tempo passa, che c’è sempre qualcosa da fare di più importante.

La paura si sostituisce al qui ed ora : la paura del tempo che passa, che è troppo tardi, la paura del futuro e il pensiero si sposta dal presente a ciò che è stato o a ciò che sarà.

Così come la paura è nemica del qui ed ora, allo stesso modo il qui ed ora è l’antidoto alla paura.

La Paura e il qui ed ora non possono coesistere!

Quali qualità sviluppiamo allenando il qui ed ora?

Oltre a liberarti dal passato e dal futuro, incrementi la generosità perché quando parlo con te o ti ascolto non ho una parte del cervello impegnata su ciò che dovrò fare dopo.

Non rischio di essere poco comunicativa perché sarò autentica e quindi avrò maggiori capacità relazionarmi.

Non stare nel qui ed ora pone delle barriere comunicative.

A chi è utile il qui ed ora?

Se sei una persona frenetica che viaggia a mille e stai bene, sei felice con i tuoi ritmi, il qui ed ora per te sarebbe una tortura e non ti sarebbe utile.

Se sei invece una persona che sente che qualcosa non va e vorrebbe migliorare qualche aspetto della propria vita allora ti sarà molto utile e prezioso.

Questo mio articolo potrà scorrere inosservato oppure potrebbe essere letto, non dirti nulla e lasciarti esattamente come ti ha trovato oppure ti potrebbe aver suscitato qualche riflessione, qualche consapevolezza e lasciarti diverso rispetto a quando ti ha incontrato.

Comunque sia andata sono felice della trasformazione che all’ epoca creò in me e i semi di consapevolezza generano altri semi di consapevolezza intorno a noi.

SARO’ IN GRADO?

Farà per me?

Riuscirò a seguire il programma?

Tutte le volte che sento queste domande mi torna alla mente quando i miei figli prima di una puntura, di un intervento o prima di prendere una medicina mi chiedevano: “ mamma mi farà male? mamma ce la farò?”

La regola che mi ha sempre accompagnata nella mia vita da mamma è sempre stata : dire sempre la verità.

“La puntura farà male, ma durerà poco e io sarò lì vicino a te, guancia a guancia, ti potrò tenere la mano e vedrai che passerà in fretta. Certo che ce la farai! Ci sarò io insieme a te.”

Come in tutte le cose non sempre la strada sarà in discesa, ci troveremo a trovare nel cammino alcuni ostacoli, ci troveremo ad affrontare alcune difficoltà.

Non per forza saranno negativi, non sempre ciò che si metterà di traverso durante il nostro percorso sarà qualcosa di difficile ed impossibile. Semplicemente così è la vita.

Ad ogni sfida, ostacolo, inciampo, raccoglieremo gli insegnamenti.

Avere i giusti strumenti ci aiuterà a trasformare le montagne russe in collinette, non sarà proprio come salire sulla giostra del bruco ma ti prometto che non sarà complicato.

Innanzitutto vorrei dirti che sono stata sulla stessa barca, ho attraversato le tue stesse difficoltà, le tue perplessità. Ho attraversato il buio, la paura di non riuscire a superare gli ostacoli, gli stessi che hai vissuto,  stai vivendo  o che vivrai.

Il cambio di abitudini sarà il primo scalino che incontreremo.

L’allenamento inizierà dandoti alcuni spunti di riflessione che potranno esserti utili per fare uno switch mentale.

A volte non sarà facile solo perché non ce ne ha mai parlato nessuno.

Probabilmente non sarai abituata ad aggiungere quella abitudine nella tua quotidianità, all’inizio ti darà fastidio, sarà scomoda, ti sembrerà difficile solo perché siamo spesso meccanici, svolgiamo sempre le stesse mansioni tutti i giorni e non coltiviamo nuovi ingredienti che arricchiscano la nostra esistenza.

Ci lamentiamo, viviamo nelle difficoltà e nelle complicazioni e preferiamo che la nostra routine resti uguale per quanto difficile e faticosa piuttosto che apportare alcune modifiche.

Capiterà di dover superare delle resistenze perché siamo abituati a stare nel nostro limbo.

Spesso fa paura persino l’odore della felicità!

Stiamo male ma le soluzioni facciamo fatica a metterle in pratica, spesso molliamo ma un’altra delle nostre sfide sarà quella di perseverare.

Un po’ come quando corri, i primi due tre chilometri servono per “rompere il fiato” e paradossalmente sono i più faticosi, ti sembra di non farcela, di essere ad un passo dall’infarto e poi hai la sensazione di aver attraversato un muro e improvvisamente il respiro riprende il suo ritmo regolare.

Puoi rinunciare, fermarti e pensare che sia un’impresa impossibile, oppure stringere i denti, perseverare e rompere quel muro e andarti a prendere la felicità che meriti.