La rabbia repressa: perché non riesci a gestirla

Se non riesci a contenere la rabbia o, al contrario, hai paura di tirarla fuori, il problema è sempre lo stesso. E probabilmente non lo stai vedendo.

Chi pensa di averne troppa e chi troppo poca, ma alla fine parliamo sempre di rabbia. E di quanto drammaticamente manchi nella nostra società la comprensione di un’emozione fondamentale che fa parte del nostro istinto di conservazione.

Il paradosso della nostra società: tagliamo fuori le fragilità

Viviamo in un contesto in cui non è consentito essere fragili. E più tagliamo fuori le fragilità, più escludiamo le emozioni dalle nostre relazioni.

Diventiamo sempre più abili a usare la testa e non il cuore.

Eppure sono le fragilità a renderci vivi. Invece di imparare a proteggerle con la nostra parte istintiva, le chiudiamo, isolandole anche da noi stessi.

L’animale che non sente più la rabbia

Ogni animale che non sia eccessivamente addomesticato reagisce con rabbia quando sente una minaccia. Reagisce in caso di attacco, per proteggere i cuccioli o il suo territorio. Non a caso.

L’uomo? È diventato un animale che non sente più e reagisce a caso.

Ti arrabbi per una parola mal detta. Te la prendi con te stesso, con i figli, col collega, il compagno, con il gatto, il topo e l’elefante…

Oppure trattieni, trattieni, trattieni fino a quando poi esplodi.

Quanta fatica. Tutta energia che perdi in mille rivoli.

Ti stai focalizzando sull’obiettivo sbagliato

Il tuo scopo è a monte e non è quello di imparare a gestire la rabbia o a tirarla fuori.

Prima devi capire:

  • Perché covi quella rabbia
  • Verso chi è rivolta davvero

Riappropriarti della tua rabbia non solo ti serve a riacquisire le energie che stai perdendo ogni giorno, ma ti riconnette alla tua parte istintiva che sente.

Recuperare la tua rabbia ti permette di:

Capire chi tenere lontano, fisicamente o emotivamente

Recuperare la percezione di sentire il pericolo

Difenderti quando serve

E indovina un po’? Gli altri ti sentono.

Quindi: meno spiegazioni, meno tempo perso, meno preoccupazioni inutili condite da sensi di colpa inesistenti e zero film mentali.

La rabbia ti spaventa perché non la conosci

Ti farà bene nei rapporti personali, al lavoro e anche nel rapporto con te stessa. Perché non ti percepirai più come vittima e affronterai le difficoltà cambiando copione e quindi modificando l’esito della tua storia.

Come prendere confidenza con la rabbia

Prima devi prendere confidenza con quella parte di te.

Se non ti arrabbi spesso: è facile che ti darà fastidio anche tirare i pugni su un cuscino o urlare, nonostante tu sia sola e in un luogo dove nessuno può vederti. Perché per te la rabbia è qualcosa di spregevole.

Se ti arrabbi spesso: confonderai il motivo per cui sei aggressiva in modo spropositato, scambiando il passato con i fatti presenti.

Prendere coscienza che c’è un rifiuto o un giudizio verso quella tua parte è il primo passo per iniziare a conoscere ciò che ad oggi stai ignorando ma che non ti fa vivere la vita che vorresti.

Le emozioni non sono problemi da risolvere

Ricordo all’università che una mattina la professoressa di Biologia Molecolare iniziò la lezione pronunciando questa frase:

“C’è una cosa bella dei figli, che dimenticano tutti gli sbagli che fai!”

Oggi, quasi trent’anni dopo, ricevo messaggi da persone che chiedono:

  • “Mi aiuti ad arrabbiarmi di meno?”
  • “Ho paura a parlare in pubblico”
  • “Mi insegni un metodo che plachi le mie ansie? A volte mi sembra di impazzire!”
  • “Fatico ad affrontare le novità, mi aiuti ad essere più calma?”

Ecco, vorrei dire a quella professoressa e a tutti i genitori che sono stati anche figli: non dimentichiamo un bel niente.

Semmai mettiamo da parte lontano dalla coscienza, altrimenti impazziremmo. Ma resta tutto lì.

“I bambini si adattano a tutto” (ma a quale prezzo?)

Anche quando sento dire “i bambini si adattano a tutto”, mi si stringe il cuore.

Vorrei ricordare che un bambino non può scegliere da solo di opporsi alle decisioni dei genitori. È costretto ad adattarsi, è nella natura umana.

Ma un conto è adattarsi e un conto è stare bene.

Se c’è da prendere una decisione scomoda che va presa, assicuriamoci di come stanno i nostri figli. E soprattutto, stiamo in quella scomodità con loro. Perché non è “roba loro”.

È certamente un sollievo raccontarci che si adatteranno, ma i risultati di tutti gli adattamenti sono ben visibili intorno a noi tutti i giorni. La calma e la serenità, diciamo, non sono dilaganti in questo mondo.

Non esiste il metodo magico (e va bene così)

Tutti vorremmo avere quel metodo infallibile che:

  • Blocchi le emozioni indesiderate
  • Sia possibilmente veloce
  • Si possa usare in ogni situazione

Ma le emozioni non sono problemi da risolvere né casi da aggiustare.

Le emozioni sono un sentire che va capito. È un sentire a cui manca il ricordo, che va portato a coscienza. Ecco perché si fa sentire così forte.

Le domande che cambiano tutto

Perché ti arrabbi frequentemente?

Da dove arriva tutta questa rabbia?

Se non comprendi, non farai che ripetere l’errore del genitore. Con la differenza che adesso quel genitore sei tu.

Comprendere la rabbia è amare

Comprendere è amare.

Se siamo messi come siamo messi è perché ci è mancato amore. È matematico. E continuiamo a negarlo come ha fatto quel bambino che eravamo, perché ammetterlo fa male.

Nonostante sia tutto davanti ai nostri occhi.

Peccato che il sentire non mente.

La rabbia che non gestisci, che reprimi o che esplodi in modo incontrollato, non è il problema. È il messaggero.

Sta cercando di dirti qualcosa che hai dimenticato, qualcosa che hai messo via perché all’epoca era troppo doloroso sentirlo.

Ma adesso sei adulta. Adesso puoi ascoltare. Adesso puoi comprendere.

E comprendere te stessa è il più grande atto d’amore che puoi fare.


Vuoi lavorare sulla tua consapevolezza emotiva?

Se senti che è arrivato il momento di comprendere davvero le tue emozioni e smettere di esserne vittima, posso aiutarti attraverso percorsi individuali di educazione emotivo-affettiva.

Il lavoro sulle emozioni non è rapido né indolore, ma è l’unico che trasforma davvero la tua vita.

Perché quando comprendi, smetti di ripetere. E finalmente inizi a vivere.

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