QUANDO NON RIESCI A SCEGLIERE

Esistono dei momenti della vita in cui ti blocchi e inizi a chiedere pareri e a vedere come si muovono gli altri e a volte chi ti sta vicino non ti sostiene, ti fa vedere tutti gli aspetti negativi scoraggiandoti.

Quindi resti lì perché sei più sicura, perché è meno peggio. 

Ma tu stai male e non comprendi il perché.

Il fatto è che in tutto questo non hai contemplato TE e la tua vera scelta non è quella di restare lì ma è di VIVERE A METÀ .

Se credi che gli altri ne sappiano più di te, 

allora accetti anche il risultato della decisione che ti portano a prendere: 

gli altri sono tranquilli e tu ti senti a metà perché é una TUA scelta di vita.

Ecco il pensiero che non finiró mai di ringraziare perché per me è stato come uno schiaffo! 

Una delle tante sere in cui mi perdevo nei miei pensieri ossessivi ho realizzato che la scelta di rimanere lì, di non rischiare, di non cambiare era la scelta degli altri e non la mia ecco perché mi sentivo soffocare.

Avevo bisogno di me, avevo bisogno dei miei errori, di esperienze che sapessero di me e non di altri. 

E questo fa tutta la differenza tra avere fiducia in te stessa e mettere la tua vita nelle mani degli altri.

Ecco perché quando durante le sessioni individuali sento frasi come:

❌ “non ho seguito il mio sogno di fare la sarta perché mio marito mi diceva che non avevamo bisogno di soldi”

❌”Non ho ripreso a lavorare perché mia madre mi ha detto che i miei figli avrebbero avuto bisogno di me”

❌”Ho rinunciato ad avere figli perché a mio marito non piacciono”

❌”Non ho cambiato lavoro perché ormai a quest’età chi mi prende??”

Ti dico che siamo qui per vivere la nostra vita e non per farci carico dei dispiaceri e frustrazioni degli altri!

E tutte le volte che esprimi te stessa liberamente sappi che non lo stai facendo solo per te ma stai mandando un messaggio al mondo 🌏 anche per tua figlia, per tua madre, per le tue amiche, per tutte le donne di adesso e per quelle che verranno. 

Non sei sola, ci siamo tutte noi, non dimenticarlo mai e abbi coraggio perché ogni parola detta, azione fatta, idea tradotta in progetto è un piccolo seme che potrebbe germogliare nel terreno ma se lo tieni in mano rimarrà solo un seme che poteva essere e non è stato ❤️

E se dovessi sentire che le decisioni da prendere sono troppe, ti senti appesantita e confusa, sappi che insieme possiamo affrontare tutto quanto.

LE EMOZIONI SONO REALI?

Ti capita mai di pensare che se senti una particolare emozione allora quella situazione che stai vivendo è reale?

Certo, per il corpo è senz’altro così perché è autentico.

Tutte le sensazioni percepite dal corpo ci sono realmente, MA c’è dell’altro.

Il corpo è un perfetto rilevatore di come NOI osserviamo la realtà.

L’osservazione della realtà è personale, ciascuno di noi da significati diversi a ciò che vive, in base alle esperienze vissute, all’educazione, alle convinzioni…

Infatti quante volte ti sarà capitato di vivere o assistere a situazioni particolari davanti alle quali ti sei accorto che le persone hanno reagito in maniera diversa a parità di evento capitato.

Ecco che in questo caso utilizziamo le emozioni esattamente come i giudizi dando un significato e quindi creandomi una rappresentazione della situazione che sto vivendo e che potrebbe non corrispondere alla realtà.

Ad esempio, immagina di vedere uno scorpione sul pavimento di casa, non so te ma io mi spaventerei tantissimo e sicuramente inizierei ad agitarmi preoccupandomi di capire cosa fare (essendo biologa non penserei mai ad ucciderlo).

Poi scopri che qualcuno ti ha fatto uno scherzo e vedi che quello scorpione è finto.

Il tuo stato emotivo cambia e cambia perché è cambiato il significato che hai dato allo scorpione (da vero a giocattolo)

Ecco che dunque la sensazione è assolutamente vera ma risponde alla rappresentazione personale e non alla realtà.

Ricorda dunque che quando ti senti sopraffatto dalle emozioni dietro c’è sempre una tua rappresentazione.

Come capire quanto la nostra interpretazione sia affidabile?

Utilizza il confronto e fai domande.

“Perché mi dici questa frase?” “Come mai mi guardi in questo modo?” “Forse ho frainteso?”

Domande che siano di curiosità, per capire e conoscere meglio la situazione in cui ti trovi (prima di partire all’attacco in una discussione, ad esempio)

Se la prossima volta terrai presente che dietro alle tue emozioni ci sono le tue personali interpretazioni, scoprirai un mondo mai considerato e che ti aiuterà a migliorare non solo la tua comunicazione ma anche le tue relazioni.

PERCHE’ I GIUDIZI TI IMPEDISCONO DI VEDERE?

Grasso! Brutto! Stupido! Ingenuo! Scemo! Nessuno ti ama! Come stai invecchiando!

La tua mente dice mai cose simili?

Scommetto proprio di si!

Hai mai fatto caso a quanto siamo attaccati ai nostri pensieri?

Hai mai fatto caso a quante storie ti racconti?

A quante etichette attacchi addosso a te e alle persone che stanno intorno a te?

Hai mai pensato che questo ti allontana dalla realtà e ti impedisce di vedere che di fronte a te c’è una persona nella sua interezza? ( E mi riferisco anche a te stesso/a).

“E’ un incompetente, un egoista, un insensibile, odiosa, stupida, superficiale, disordinata, troppo difficile, apatica…”

Hai mai riflettuto che tutto ciò che vedi sono i pensieri che la tua mente ha prodotto per etichettare quella persona?

E’ come se avesse attaccato tanti post-it…

E questo è il lavoro che fa continuamente anche su noi stessi.

Ti propongo un esercizio:

Immagina che le tue mani siano i tuoi pensieri.

Adesso metti le tue mani con i palmi rivolti verso l’alto come se fossero le pagine di un libro.

Nota che tenendole davanti a te, sulle ginocchia, puoi vedere tutto ciò che ti sta intorno.

Ora solleva le mani e portale davanti al tuo viso.

Che cosa vedi? E’ cambiata la tua visuale?

Che cosa noti?

Probabilmente ciò che prima vedevi davanti a te adesso non lo vedrai più, oppure ne vedrai qualche spiraglio tra le fessure delle tue dita.

Questo è quello che accade quando siamo attaccati ai nostri pensieri e giudizi: siamo talmente presi e fusi con loro che perdiamo la visione d’insieme.

Ora supponi che le tue mani siano i giudizi negativi che hai su una persona, parente, amico o compagno/a e fai finta che quella persona sia lì davanti.

Più le mani saranno vicine al tuo volto e meno riuscirai a distinguere la persona davanti a te.

Quante volte vediamo le persone che ci stanno accanto attraverso un filtro fatto di critiche? E alla fine siamo insoddisfatti e scontenti.

Ora probabilmente penserai : “ Ma tutti i miei giudizi sono veri!”

Vedi, la questione non è se i giudizi sono veri o falsi, bensì la questione è se questi giudizi sono funzionali, che impatto hanno sulla tua relazione con quella persona?

Se scegli di stare in questa relazione questi pensieri ti aiutano a stare bene?

Prova a pensare ad esempio di chiedere un aiuto al tuo compagno o compagna nel lavoro o nell’organizzazione familiare o nei lavori domestici e la tua mente ti inizia a raccontare che lei/lui è uno scansafatiche, è imbranato, incapace, pigra/o, che non è mai stato in grado di essere un sostegno per te…

Che cosa accade se sei agganciato a questa storia?

Come comunicherai con lui/lei, sarai calmo, sereno, privo di risentimenti, rabbia e fastidio ?

Oppure rinuncerai addirittura a chiedere aiuto svolgendo il lavoro in maniera seccata e con risentimento?

Il punto è che quella storia non vi aiuta, non aiuta te e non aiuta l’altro. Vi intrappola.

La storia che ti stai raccontando non ti permette di vedere che l’altro è diverso da te e ha diverse abitudini ed atteggiamenti.

Potresti ricordarti che in realtà è tuo amico/a e non il tuo avversario.

Potresti perseguire il tuo obiettivo togliendo rabbia e risentimento.

Certamente non avrai garanzie che ti aiuterà ma è probabile che sia maggiormente ben disposto.

Certo, se farai scattare le critiche e la rabbia potrebbe indurlo/a ad attivarsi per darti un aiuto ma con che spirito?

Sarebbe funzionale ed utile alla lunga nella relazione?